The show doesn’t have to go on! – Libere Riflessioni

-Essere se stessi-
Suona bene, vero? Questa frase ha una bella armonia. È come il nero: sta bene con tutto.
Eppure si porta dietro non poche difficoltà. Cosa accade se, nel nostro essere noi stessi, falliamo?
Ci hanno insegnato che è importante partecipare per vincere e che il nostro valore viene misurato secondo i successi che abbiamo ottenuto. È come se esistesse una scala ideale, ma nemmeno troppo, capace di misurare i nostri traguardi e le nostre disfatte.
Non sono sicura che funzioni esattamente così. Il nostro vicino di casa non è il nostro “competitor” perché la vita non è una performance.
Quando afferriamo le chiavi, indossiamo il giubbotto e ci prepariamo per una nuova giornata non stiamo “andando in onda”. Qualcuno diceva “the show must go on”, sapete che vi dico? Non è vero! Spegniamo le luci, abbassiamo i riflettori, mettiamo a tacere la melodia in sottofondo e guardiamoci allo specchio.
Per quanto scontato possa sembrare in quel riflesso c’è l’unica persona che conta davvero. In quella smorfia, in quel sorriso, nelle lacrime e nelle urla c’è l’unica persona che dobbiamo preoccuparci di non deludere. E quando ci chiederanno come è andato il colloquio o che voto abbiamo preso a quel maledetto esame proviamo a rispondere che NON È IMPORTANTE: a contare davvero è il nostro impegno a prescindere dal risultato.
Vincere o perdere non fa alcuna differenza se il riflesso in quello specchio non è in pace con se stesso. Il biglietto che è stato acquistato per “vederci” non ha alcun prezzo: strappiamolo.
Non siamo in vendita e non ci sarà nessun carosello tra una vicissitudine e l’altra del nostro tempo che scorre: nessun intermezzo pubblicitario e nessun consiglio per gli acquisti.
Alla fine della corsa, stanchi e sudati, non avrà alcun valore la posizione, il piazzamento o il tempo impiegato per raggiungere la meta. La vittoria stessa è nel viaggio e nelle motivazioni che ci hanno spinto a compierlo.
Questo, sia chiaro, non è un inno alla resa e non è un articolo motivazionale. Immaginate piuttosto una stazione (io amo le stazioni) e la voce dall’alto che annuncia il prossimo treno in arrivo improvvisamente esclama “le chance che abbiamo non sono infinite: le tue imprese, piccole o grandi, meritano un sorriso”.
Chiudi il sipario e vivi.

@la-sconosciuta

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Pensieri e deliri di una Sconosciuta: l’eterna dicotomia tra ciò che siamo e ciò che sembriamo. Infinite percezioni e sfumature provano a definirci. Si genera così un groviglio emozionale che talvolta lenisce e talvolta ci schiaccia.